Secondo una stima della U.S. Space Force, l’osservatorio Neil Gehrels Swift della NASA dovrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre intorno al 4 novembre. Durante la discesa, gran parte del telescopio dovrebbe bruciare, anche se alcuni componenti potrebbero sopravvivere e cadere nell’oceano o in altre zone della regione di rientro prevista.
L’orbita di Swift ha iniziato a decadere più rapidamente del previsto in seguito a un’attività solare insolitamente intensa alla fine del 2024, che ha aumentato la resistenza atmosferica. La NASA ha affidato all’azienda Katalyst Space Technologies, con sede in Arizona, la costruzione di un veicolo spaziale progettato per portare l’osservatorio su un’orbita più alta. Il veicolo di recupero è stato lanciato il 3 luglio, ma la missione, la prima del suo genere, è fallita a causa di diversi problemi, tra cui un guasto al sistema di controllo dell’orientamento. La NASA ha spento Swift alla fine di ottobre perché era diventato troppo instabile.
Lanciato nel novembre 2004 per una missione programmata di due anni dedicata allo studio dei lampi di raggi gamma, Swift ha trascorso 22 anni a osservare l’universo. Ha rilevato più di 2.000 lampi di raggi gamma e 1.400 esplosioni di supernova, oltre a stelle distrutte dalle forze mareali dei buchi neri, asteroidi, comete e altri fenomeni. Le sue osservazioni hanno contribuito alla pubblicazione di circa 7.000 articoli scientifici.
L’osservatorio ha anche svolto il ruolo di primo soccorritore: inviava segnalazioni su eventi degni di nota affinché altri telescopi, tra cui Hubble e il Telescopio spaziale James Webb, potessero approfondirli. Tra i contributi più importanti di Swift nel 2017 figurano il rilevamento di indizi di una fusione tra stelle di neutroni e il contributo alla ricostruzione del percorso di un neutrino ad alta energia fino alla sua sorgente.
Il rientro del telescopio potrebbe fornire ai ricercatori informazioni su come i veicoli spaziali si disintegrano nell’atmosfera, contribuendo potenzialmente alla progettazione di satelliti più sicuri. I ricercatori sono interessati anche agli effetti che il materiale proveniente dai veicoli spaziali in rientro ha sull’alta atmosfera.
Anche se la missione di osservazione di Swift si è conclusa, i suoi dati archiviati restano a disposizione dei ricercatori per essere studiati e potrebbero favorire scoperte future.
Fonti: Smithsonian Magazine.