Uno studio clinico e traslazionale dell’University of Pittsburgh e dell’UPMC ha individuato una possibile spiegazione biologica per la nebbia mentale, i problemi di memoria e la disfunzione esecutiva riferiti da molte persone con ipertensione polmonare (PH). Pubblicata sul Journal of Clinical Investigation, la ricerca collega i sintomi cognitivi allo stesso processo infiammatorio che danneggia i vasi sanguigni nei polmoni.

I ricercatori hanno riscontrato atrofia strutturale cerebrale e una comunicazione indebolita tra il cervelletto e la corteccia prefrontale nei pazienti con PH. Queste regioni partecipano alla memoria di lavoro, all’attenzione e alla pianificazione esecutiva. Il quadro è stato identificato attraverso analisi di risonanza magnetica cerebrale che hanno coinvolto un dataset rappresentativo della popolazione e una coorte specializzata di pazienti trattati presso l’UPMC.

Secondo lo studio, i circuiti cerebro-cerebellari interessati non sono stati osservati nei gruppi di controllo con altre gravi patologie cardiovascolari, malattie polmonari croniche o disturbi psichiatrici. Le analisi statistiche hanno inoltre indicato che i cambiamenti cerebrali non potevano essere spiegati dalla riduzione dell’ossigeno nel sangue, dall’insufficienza del cuore destro o dai farmaci per la PH.

La ricerca si è concentrata su NCOA7, una variante genetica precedentemente associata a una maggiore infiammazione vascolare in circa il 25% dei pazienti con ipertensione polmonare. Il team, guidato da Stephen Chan, MD, PhD, ha esaminato tessuto cerebellare umano e modelli murini per determinare se l’attività del gene influenzasse anche il cervello.

Nei modelli di PH, la microglia — le cellule immunitarie residenti del cervello — mostrava uno stato iperattivo e pro-infiammatorio nel cervelletto. Questa attivazione era associata a cambiamenti nelle sinapsi e nei dendriti neuronali. I topi con ipertensione polmonare privi di NCOA7 funzionale sviluppavano un’infiammazione cerebellare e una degradazione dei tessuti più gravi rispetto ai topi con una normale funzione di NCOA7, sostenendo un ruolo causale del gene nel processo neuroinfiammatorio.

I risultati suggeriscono che il deterioramento cognitivo potrebbe essere una manifestazione neurologica primaria dell’ipertensione polmonare, anziché soltanto una conseguenza secondaria della compromissione della funzione polmonare, della riduzione della gittata cardiaca o degli effetti collaterali dei trattamenti. I ricercatori affermano che l’identificazione dell’attività di NCOA7 e delle relative vie microgliali potrebbe in futuro aiutare a valutare il rischio di problemi cognitivi e a orientare lo sviluppo di trattamenti mirati.

Le attuali linee guida internazionali sull’ipertensione polmonare non raccomandano uno screening cognitivo di routine, secondo il rapporto. I ricercatori sostengono che sintomi come le difficoltà di memoria e i problemi di concentrazione dovrebbero ricevere maggiore attenzione nella gestione clinica della malattia.

Chan ha dichiarato che i risultati evidenziano come una patologia generalmente considerata attraverso i suoi effetti sui polmoni e sul cuore possa influenzare molteplici sistemi organici. Il team ha inoltre suggerito che l’infiammazione correlata a NCOA7 potrebbe essere rilevante per altre patologie infiammatorie o neurodegenerative, sebbene saranno necessarie ulteriori ricerche per valutare questa possibilità.

Il lavoro è stato sostenuto dai National Institutes of Health, dall’American Heart Association, dalla NASA, dalla WoodNext Foundation, dal U.S. Department of Veterans Affairs, dall’European Research Council e da altri programmi di ricerca elencati. Chan e Lloyd Harvey sono inventori di brevetti e domande di brevetto relativi al metabolismo, all’infiammazione e al targeting farmacologico di NCOA7 nell’ipertensione polmonare.

Fonti: Neuroscience News.