Uno studio dell’ottobre 2026 condotto su 46 bambini con un peso nella norma ha rilevato che quelli che consumavano più Alimenti ultra-processati mostravano risposte cerebrali più intense agli stimoli alimentari nello striato dorsale, una regione coinvolta nella motivazione, nell’apprendimento per rinforzo e nei comportamenti abituali. Una maggiore attivazione era inoltre associata a successivi aumenti dell’indice di massa corporea e del grasso corporeo nell’arco di un anno.
Lo studio, condotto da Kathleen A. Page e colleghi presso Keck USC, ha utilizzato stime dell’alimentazione e la risonanza magnetica funzionale per esaminare i bambini, la cui età media era di 8,7 anni. I risultati dei ricercatori sollevano interrogativi su come l’esposizione ripetuta ad alimenti altamente gratificanti possa influire sui circuiti della ricompensa in fase di sviluppo, ma non dimostrano che l’alimentazione abbia causato i cambiamenti cerebrali o fisici, né che i bambini avessero una dipendenza dal cibo.
L’articolo osserva che una maggiore attivazione non indica necessariamente un’elaborazione della ricompensa non sana. Lo studio era di piccole dimensioni, il consumo alimentare è stato stimato, le immagini cerebrali sono state acquisite una sola volta e altri fattori potrebbero aver influenzato i risultati.
Precedenti ricerche sugli animali offrono una possibile chiave di lettura dei risultati. Gli esperimenti condotti da Bart Hoebel e Nicole Avena hanno rilevato che, nei ratti, cicli ripetuti di accesso allo zucchero, abbuffate e privazione provocavano un aumento progressivo del consumo, risposte simili all’astinenza e cambiamenti nella chimica cerebrale. Questi risultati hanno mostrato che specifici schemi di esposizione allo zucchero possono produrre negli animali adattamenti simili a quelli della dipendenza; non dimostrano che si verifichino gli stessi effetti nei bambini.
La ricerca sulla dipendenza e sull’alimentazione ha esaminato anche il ruolo della dopamina, che contribuisce alla motivazione e all’apprendimento, e degli oppioidi endogeni, coinvolti nella ricompensa. Dopo l’esposizione a droghe che provocano dipendenza sono stati osservati cambiamenti epigenetici — alterazioni della regolazione genica che non modificano la sequenza del DNA — nei circuiti della ricompensa. Gli studi sugli animali suggeriscono che le diete altamente appetibili possano produrre cambiamenti simili, sebbene l’articolo sottolinei che tali effetti non sono necessariamente permanenti.
Gli alimenti ultra-processati sono diversi tra loro e gli interrogativi sollevati dalla ricerca riguardano quali alimenti, esposizioni e periodi dello sviluppo potrebbero essere associati a effetti duraturi. L’articolo chiede ulteriori studi su fattori quali la vulnerabilità genetica, lo stress precoce, l’insicurezza alimentare e le combinazioni di zuccheri e grassi. Sottolinea inoltre che obesità e alimentazione simile a una dipendenza non sono la stessa cosa: alcune persone con obesità non manifestano un comportamento alimentare di tipo compulsivo, mentre alcune persone che mostrano tali comportamenti non sono obese.
Fonti: Psychology Today.
