La taurina è ampiamente riconosciuta come ingrediente delle bevande energetiche, ma i suoi effetti sul cervello differiscono da quelli degli stimolanti. Questo amminoacido può attivare recettori associati alla calma dell’attività neurale e può influenzare i sistemi coinvolti nella psicosi, nella Depressione, nell’ansia e nei comportamenti simili a quelli dell’ADHD.

La taurina è tra gli amminoacidi più abbondanti nel cervello. Anziché fungere da elemento costitutivo per le proteine, contribuisce a regolare l’equilibrio cellulare di sali e acqua, protegge dallo stress ossidativo e sostiene i mitocondri. Può attivare i recettori GABA-A e della glicina, che riducono l’attivazione delle cellule nervose, e blocca anche i recettori NMDA, lo stesso tipo di recettore del glutammato influenzato dalla ketamina.

Le prove più solide sugli esseri umani provengono da uno studio australiano in doppio cieco e controllato con placebo, che ha coinvolto giovani tra i 18 e i 25 anni alle prese con il loro primo episodio di psicosi. Gli 86 partecipanti assumevano farmaci antipsicotici a basso dosaggio e hanno ricevuto ogni giorno 4 grammi di taurina oppure un placebo per 12 settimane. Coloro che hanno ricevuto taurina hanno registrato riduzioni maggiori dei sintomi psichiatrici e psicotici complessivi, mentre sono migliorati anche i sintomi depressivi e il funzionamento quotidiano. L’integratore è stato ben tollerato.

I ricercatori hanno inoltre osservato che le persone con un primo episodio di psicosi non trattato possono presentare livelli elevati di taurina nel sangue, che tornano alla normalità dopo il trattamento antipsicotico. Questo potrebbe riflettere un tentativo dell’organismo di moderare un’eccessiva attività cerebrale, sebbene il risultato non dimostri che la taurina sia di per sé un trattamento.

Le prove relative alla depressione rimangono meno conclusive. Negli studi sugli animali, la taurina ha prevenuto la perdita di interesse legata allo stress, ha protetto la memoria e ha sostenuto la crescita di nuovi neuroni nell’ippocampo. Tuttavia, i risultati sugli esseri umani sono più complessi: le persone con depressione maggiore non trattata hanno talvolta mostrato livelli più elevati di taurina nel sangue, e una revisione sistematica ha rilevato effetti sull’umore incoerenti.

Anche gli studi sull’ansia hanno prodotto risultati contrastanti. Una singola dose ha ridotto nei topi i comportamenti simili all’ansia senza compromettere la memoria o la funzione muscolare, forse attraverso i recettori della glicina. Al contrario, i topi che hanno consumato taurina nell’acqua da bere per un periodo più lungo hanno mostrato un aumento dell’ansia. La differenza potrebbe essere legata alla dose, alla durata o al modo in cui la taurina è stata somministrata.

La ricerca sull’ADHD è ancora limitata ai modelli animali. Nei ratti spontaneamente ipertesi, la taurina alimentare ha ridotto i marcatori infiammatori, modificato l’attività cerebrale e migliorato la memoria di lavoro. Dosi elevate e basse hanno influenzato in modo diverso l’elaborazione della dopamina, suggerendo che la quantità consumata possa essere importante. Non sono stati pubblicati studi sull’ADHD condotti su esseri umani.

La taurina ha generalmente mostrato un profilo di sicurezza favorevole. Una revisione degli studi sugli esseri umani ha identificato 3 grammi al giorno come una quantità sicura per gli adulti sani, mentre dosi più elevate, compresi i 4 grammi utilizzati nello studio sulla psicosi, sono state studiate senza problemi gravi. Tra i possibili effetti collaterali figurano i disturbi di stomaco. La taurina è inoltre riconosciuta dalla Food and Drug Administration statunitense come ingrediente alimentare generalmente riconosciuto come sicuro.

Le bevande energetiche non sono una fonte ideale, perché il loro contenuto di caffeina e zuccheri può peggiorare l’ansia e interferire con il sonno. Chiunque stia prendendo in considerazione la taurina, in particolare le persone che assumono farmaci psichiatrici, dovrebbe parlarne con un medico. Le prove attuali sostengono soprattutto la taurina come possibile trattamento aggiuntivo nella psicosi precoce; il suo potenziale ruolo nella depressione, nell’ansia e nell’ADHD rimane in gran parte oggetto di studio.

Fonti: Psychology Today.