Secondo un articolo pubblicato da Psychology Today, molti giovani atleti e performer hanno difficoltà a gestire il tempo libero dopo la fine delle loro attività organizzate. Il problema è particolarmente evidente tra gli studenti delle scuole medie, delle scuole superiori e universitari, i cui programmi erano precedentemente dominati dallo sport o da altri impegni strutturati.
L’articolo descrive giovani che trascorrono lunghi periodi da soli, scorrendo contenuti sui telefoni o sui computer e avendo la sensazione che il loro tempo venga sprecato. Alcuni ritengono inoltre di dover essere sempre impegnati, facendo apparire il tempo non strutturato confuso, improduttivo e problematico. La noia è un modo comune con cui descrivono questa esperienza, che può essere accompagnata da tristezza e, in alcuni casi, depressione.
L’autore sostiene che un tempo il tempo libero fosse più spesso considerato un’opportunità di indipendenza e di scelta personale. I bambini che avevano la possibilità di giocare senza supervisione potevano imparare presto a organizzare il proprio tempo senza una guida costante da parte degli adulti. Le restrizioni al gioco indipendente, unite a programmi extrascolastici sempre più impegnativi, potrebbero aver ridotto tali opportunità.
L’articolo si concentra sul ruolo di genitori, allenatori, insegnanti e preparatori nella creazione di routine fortemente strutturate. Ci si può aspettare che i giovani partecipino a sport, musica, teatro o altre attività durante tutto l’anno e quasi ogni giorno. Alcuni sono iscritti a diversi programmi sovrapposti, con poco tempo per riposarsi, esplorare i propri interessi o prendere decisioni in autonomia.
Gli studenti intervistati per l’articolo hanno generalmente riferito di avere da una a tre ore per sé in una tipica giornata scolastica. Gran parte di questo tempo si svolge a casa la sera ed è occupata dai compiti, dall’uso degli schermi o dal sonno, soprattutto dopo giornate impegnative. Di conseguenza, potrebbero avere poche opportunità di scoprire hobby al di fuori della loro attività principale.
La risposta proposta consiste nel ridurre la programmazione non necessaria e nel dare ai giovani un maggiore controllo sul proprio tempo. I genitori sono incoraggiati a consentire il gioco libero, evitare attività sovrapposte e sostenere interessi al di là degli sport organizzati o di altre attività guidate dagli adulti. Allenatori e insegnanti sono invitati a limitare gli impegni durante tutto l’anno e quotidiani e a garantire pause sufficienti.
Secondo l’articolo, ridurre gli allenamenti eccessivi potrebbe inoltre contribuire a prevenire infortuni da sovraccarico, esaurimento e burnout. I giovani potrebbero anche scegliere di ridurre le attività facoltative fuori stagione o abbandonare un’attività diventata troppo impegnativa, sebbene le loro scelte possano essere limitate durante le stagioni obbligatorie. L’argomento centrale è che i bambini hanno bisogno di tempo per compiere le proprie scelte e sviluppare la propria indipendenza.
Fonti: Psychology Today.