Uno nuovo studio guidato da scienziati del King's College London ha risolto un dibattito biologico di lunga data sul motivo per cui le femmine preferiscono costantemente ambienti più caldi rispetto ai maschi. Pubblicato su The Journal of Physiology, la ricerca identifica che due specifici canali ionici termosensibili situati nei nervi periferici sono regolati a livello molecolare con soglie di attivazione diverse in base al sesso. Il team ha scoperto che TRPM2, che rileva il calore, e TRPM8, che percepisce il fresco, si attivano a temperature significativamente più elevate nelle femmine rispetto ai maschi.
Per indagare questo fenomeno, i ricercatori hanno utilizzato un paradigma di scelta a due piastre con topi adulti, permettendo loro di selezionare liberamente tra superfici a temperatura regolata. In condizioni di base, le toppe femmine hanno dimostrato una forte preferenza per pavimenti più caldi, cercando temperature intorno ai 36°C e occupando prontamente piastre riscaldate a 38°C. Al contrario, i topi maschi hanno mostrato avversione al calore a questi livelli, preferendo superfici più fresche vicino ai 32°C. Utilizzando modelli genetici di knockout e bloccanti farmacologici, gli investigatori hanno confermato che le differenze comportamentali derivano direttamente dall'attività di questi due canali ionici. La rimozione del canale TRPM2 sensibile al calore ha spostato i topi maschi verso piastre più calde, mentre l'inibizione del canale TRPM8 sensibile al fresco ha spinto le femmine verso temperature più fresche.
Lo studio ha ulteriormente esplorato il ruolo degli ormoni sessuali nel modulare queste soglie sensoriali. I ricercatori hanno scoperto che il testosterone circolante è un fattore chiave di questa divergenza. Abbassare i livelli di testosterone nei topi maschi ha spostato la loro preferenza termica verso gli intervalli più caldi tipici delle femmine, mentre somministrare testosterone alle femmine ha aumentato la loro avversione al calore. Al contrario, le variazioni negli ormoni sessuali femminili, in particolare estrogeni e progesterone, non hanno mostrato alcun effetto regolatorio diretto sui sensori o sulla selezione della piastra termica. Questa influenza ormonale suggerisce che il testosterone modula la termosensibilità di base piuttosto che differenze nella temperatura corporea centrale.
Importante, lo studio ha escluso le differenze metaboliche come causa di queste preferenze. La termografia a infrarossi e la termometria rettale centrale hanno confermato che i topi maschi e femmine mantenevano temperature corporee centrali identiche e temperature della pelle delle zampe uguali. Questo indica che la preferenza per stanze più calde è il risultato di una rilevazione sensoriale periferica piuttosto che differenze nella ritenzione del calore metabolico basale o nell'isolamento fisico. Sebbene lo studio sia stato condotto sui topi, i ricercatori notano che gli esseri umani possiedono entrambi i canali TRPM2 e TRPM8 e mostrano preferenze di temperatura medie simili, suggerendo che un meccanismo comparabile è probabilmente all'opera anche nelle persone.
Il Professor Peter McNaughton del Wolfson Sensory, Pain and Regeneration Centre ha osservato che, sebbene sia da lungo tempo noto che le femmine preferiscono ambienti più caldi in molte specie di mammiferi, la base molecolare rimaneva non identificata fino ad ora. I risultati hanno potenziali implicazioni cliniche, poiché entrambi i canali ionici sono implicati in condizioni come il dolore neuropatico e la fibromialgia, che colpiscono in modo sproporzionato le donne. La ricerca futura mira a determinare se questa regolazione specifica per sesso si verifica esclusivamente all'interno degli afferenti sensoriali periferici o coinvolge hub di integrazione nel midollo spinale e nell'ipotalamo.
Fonti: Neuroscience News.