Un fossile conservato al Natural History Museum di Londra da circa un secolo è stato identificato come appartenente a un nuovo genere e a una nuova specie di dinosauro predatore. Invictibellatrix amberina visse circa 120 milioni di anni fa in quella che oggi è l’isola di Wight, nell’Inghilterra meridionale, e apparteneva al gruppo dei carnivori bipedi noto come megaraptorani.
La scatola cranica parziale fu scoperta dal paleontologo amatoriale Reginald Walter Hooley. Dopo la sua morte, il museo acquisì il reperto, ma questo non fu mai studiato formalmente. Recentemente, i paleontologi hanno utilizzato scansioni TC per produrre un modello tridimensionale del cranio e del cervello, per poi confrontarlo con fossili di altri dinosauri.
L’analisi ha individuato caratteristiche distintive, tra cui un’apertura ovale nel punto in cui il midollo spinale entrava nel cervello e una struttura a forma di clessidra sulla sommità del cranio. Queste caratteristiche hanno sostenuto la classificazione di un genere e di una specie precedentemente sconosciuti.
Sulla base dei confronti con dinosauri affini, i ricercatori stimano che Invictibellatrix fosse lungo circa 3 metri e alto 1,5 metri. Potrebbe aver avuto piume e artigli ricurvi lunghi circa 18 centimetri, che avrebbe potuto usare per cacciare piccoli dinosauri, lucertole e mammiferi. Sebbene non fosse il predatore dominante del suo ecosistema, il coautore dello studio Cassius Morrison ha detto che avrebbe potuto rappresentare un pericolo maggiore per gli esseri umani rispetto al Tyrannosaurus rex, a causa delle sue dimensioni relativamente ridotte.
Il nome del genere significa “guerriera invitta” in latino. I ricercatori hanno detto che il nome intendeva trasmettere speranza e forza alle persone che affrontano bullismo, discriminazione, vittimizzazione e oppressione. Il nome della specie, amberina, si riferisce all’ambra presente nella formazione geologica in cui è stato trovato il fossile.
La scoperta, pubblicata su Royal Society Open Science il 14 ottobre, affronta anche una lacuna nella comprensione degli scienziati riguardo alla diffusione dei megaraptorani nel mondo. Alcuni ricercatori hanno proposto che il gruppo abbia avuto origine in Asia prima di raggiungere l’Europa e successivamente la Gondwana, il supercontinente che comprendeva aree corrispondenti all’attuale Africa, Sud America, Australia e Antartide.
Fino a oggi, l’assenza di fossili di megaraptorani europei aveva lasciato quel percorso privo di prove fondamentali. La nuova specie è il primo membro europeo del gruppo a essere segnalato e potrebbe sostenere l’idea che i megaraptorani abbiano raggiunto la Gondwana passando attraverso l’Europa e l’Africa, invece di spostarsi tra isole più a sud.
I ricercatori sottolineano che sono necessari altri fossili per verificare questa interpretazione. Se la classificazione sarà confermata, Invictibellatrix contribuirà a collegare le scoperte di megaraptorani del Sud-est asiatico con quelle dell’Australia e del Sud America, dimostrando inoltre il valore scientifico del riesame delle collezioni museali rimaste a lungo trascurate.
Fonti: Smithsonian Magazine.