Il termine dissociazione viene frequentemente usato in modo casuale per descrivere una vasta gamma di esperienze, dal sentirsi emotivamente intorpiditi e perdere il senso del tempo al percepire il proprio corpo come sconosciuto o scomparire mentalmente. Sebbene i professionisti categorizzino spesso questi sintomi diversi sotto la stessa etichetta, i ricercatori da tempo si chiedono se rappresentino lo stesso fenomeno sottostante. Più di un decennio fa, è emersa una proposta per distinguere tra due meccanismi primari: il distacco e la compartimentazione. Basandosi su questa ricerca e sulle osservazioni cliniche, possono essere identificati quattro modi distinti di 'non essere lì', ciascuno richiedente un approccio diverso alla comprensione e al trattamento.
Il primo meccanismo, descritto come l'abbassamento del volume, comprende esperienze come l'intorpidimento emotivo, la depersonalizzazione e la derealizzazione. Gli individui possono descrivere il fatto di osservarsi mentre discutono da una distanza o di vedere i propri dintorni come un set cinematografico. Questo distanziamento temporaneo funge da funzione protettiva quando l'intera intensità di una risposta emotiva sembra insopportabile, come nel caso di un genitore che rimane composto mentre porta in ospedale un bambino ferito. Le ricerche sulle neuroimmagini suggeriscono che ciò coinvolga una regolazione potenziata delle risposte emotive che riduce la consapevolezza della reazione. Sebbene utile in situazioni acute, il meccanismo diventa problematico quando non riesce a fermarsi e diventa cronico.
Il secondo meccanismo è la compartimentazione, che funziona come una lampada che ha la capacità di funzionare ma non è collegata alla presa. Questa forma di dissociazione comporta discontinuità nella memoria o nell'identità, dove le informazioni esistono ma l'accesso ad esse viene interrotto. Gli esempi includono il fallimento nel ricordare di aver inviato messaggi di testo o il ricordo di un evento dell'infanzia solo quando si parla con una persona specifica, ma andare in bianco quando l'argomento sorge con altri. Questo tipo è considerato particolarmente grave poiché sta alla base di condizioni come l'amnesia dissociativa e il disturbo dissociativo dell'identità. La teoria prevalente suggerisce che esperienze ripetutamente travolgenti, specialmente durante l'infanzia, possono causare lo sviluppo di connessioni di memoria e identità senza collegarsi tra loro, creando un senso di frammentazione.
Una terza risposta, spesso chiamata spegnimento (shutdown), rimane controversa per quanto riguarda la sua classificazione all'interno della dissociazione, con alcuni ricercatori che la vedono come una reazione difensiva correlata piuttosto che come dissociazione stessa. A differenza dell'intorpidimento emotivo in cui una persona rimane reattiva, lo spegnimento comporta uno spostamento dello stato fisiologico generale in cui il corpo diventa pesante, il pensiero rallenta e il movimento o il parlare diventano difficili o impossibili. Questo si verifica tipicamente durante stress travolgenti quando una minaccia sembra ineludibile. Sebbene generalmente sia una risposta temporanea che svanisce man mano che il sistema si riprende, alcuni individui possono attivare questo stato ripetutamente anche in situazioni che non pongono più lo stesso livello di minaccia originale.
Il quarto meccanismo coinvolge l'assorbimento, dove l'attenzione si concentra altrove, simile a una radio sintonizzata su un'altra stazione. Questo può manifestarsi come diventare così assorti in un romanzo o guidare verso casa con poco ricordo del viaggio. In casi più estremi, può comportare il passare ore a creare mondi immaginari elaborati con personaggi e conflitti, un fenomeno talvolta etichettato come sogni ad occhi aperti malsani (maladaptive daydreaming). Sebbene l'assorbimento sia una capacità attentiva normale, diventa problematico solo quando la regolazione fallisce e tornare alla vita ordinaria diventa difficile.
Distinguere tra questi quattro meccanismi è essenziale per un intervento clinico efficace. Quando il volume viene abbassato, il trattamento può concentrarsi sul ripristino graduale dell'accesso alle esperienze emotive. Per le connessioni mancanti, l'obiettivo è migliorare la continuità tra stati o ricordi. Nei casi di spostamenti a livello di sistema, identificare i fattori scatenanti e ripristinare la capacità di agire sono priorità. Infine, quando l'attenzione va ripetutamente altrove, comprendere cosa offre il mondo interiore che la vita ordinaria non fornisce diventa fondamentale. Identificare il processo specifico in atto aiuta a chiarire perché queste esperienze persistono e come gli individui possono diventare più pienamente presenti.
Fonti: Psychology Today.