Uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo ha rilevato che una breve risposta infiammatoria può ridurre temporaneamente il piacere e il desiderio di socializzare nelle donne sane. I risultati sono stati pubblicati su Psychoneuroendocrinology e potrebbero contribuire a chiarire il legame tra l’attivazione immunitaria e alcuni sintomi correlati alla ricompensa associati alla depressione.
Lo studio si è concentrato sull’anedonia, la ridotta capacità di provare piacere o interesse per attività che in precedenza risultavano piacevoli. I ricercatori hanno inoltre esaminato la motivazione sociale e la sensibilità ai segnali sociali positivi, come i volti sorridenti.
La sperimentazione ha incluso 40 donne sane di età compresa tra 25 e 44 anni. Diciotto hanno ricevuto una dose bassa di endotossina tramite un’iniezione endovenosa, mentre 22 hanno ricevuto una soluzione salina come placebo. L’endotossina, un componente di alcuni batteri, produce una risposta infiammatoria di breve durata. Né le partecipanti né i ricercatori che lavoravano direttamente con loro sapevano quale iniezione avesse ricevuto ciascuna partecipante.
Prima dell’iniezione e nelle ore successive, le partecipanti hanno fornito campioni di sangue e riferito sintomi come stanchezza e malessere. Hanno inoltre completato compiti con volti emotivi e valutato il loro desiderio di partecipare ad attività tra cui conversare con un’altra persona, giocare a un gioco di enigmi, guardare brevi filmati o stare sedute tranquillamente da sole.
Due ore dopo l’iniezione, le donne che avevano ricevuto l’endotossina hanno riferito una maggiore anedonia e un minore desiderio di conversare rispetto a quelle del gruppo placebo. La riduzione della motivazione sembrava specifica per l’attività sociale: l’endotossina non ha modificato significativamente l’interesse per gli enigmi, i filmati o il tempo trascorso in tranquillità. Questi effetti sono rimasti presenti anche dopo che i ricercatori hanno tenuto conto dei sintomi fisici di malessere e della stanchezza.
L’aumento dell’anedonia era temporaneo. I punteggi sono tornati ai livelli iniziali quattro ore dopo l’iniezione, anche se i marcatori infiammatori erano ancora elevati. Tra le partecipanti che avevano ricevuto l’endotossina, aumenti maggiori della proteina infiammatoria TNF-α durante la prima ora erano associati a incrementi più marcati dell’anedonia e a riduzioni maggiori del desiderio di conversare.
Gli effetti sui segnali sociali positivi erano meno pronunciati. Le partecipanti del gruppo placebo sono diventate leggermente più accurate nel riconoscere i volti felici durante il secondo test, mentre quelle che avevano ricevuto l’endotossina non sono migliorate. Tuttavia, il gruppo placebo era stato inizialmente un po’ meno accurato, quindi i ricercatori hanno invitato alla cautela nell’interpretare questo risultato. L’endotossina non ha influenzato il compito attentivo che coinvolgeva volti emotivi e neutri.
Gli autori hanno affermato che i risultati suggeriscono che l’infiammazione acuta può indurre anedonia e ridurre la motivazione sociale, con effetti più limitati sulla sensibilità ai segnali sociali positivi. Questi cambiamenti potrebbero rappresentare specifici percorsi legati alla ricompensa attraverso i quali l’attivazione immunitaria contribuisce alla depressione associata all’infiammazione.
I ricercatori hanno segnalato diverse limitazioni. Il campione era piccolo e comprendeva solo donne di età compresa tra 25 e 44 anni, quindi i risultati potrebbero non essere applicabili agli uomini o ad altri gruppi di età. L’endotossina provoca una risposta infiammatoria breve e intensa, diversa dall’infiammazione persistente e di basso livello osservata in alcune persone affette da depressione. Lo studio ha inoltre misurato il desiderio dichiarato dalle partecipanti di svolgere attività, invece di osservare se cercassero effettivamente il contatto sociale. Una ridotta motivazione sociale durante una malattia acuta potrebbe inoltre costituire un modo adattivo per conservare energia.
Fonti: PsyPost.