Uno studio sui ragni saltatori fornisce finora la conferma più completa del fatto che i ragni dormano. I ricercatori hanno scoperto che Portia fimbriata entra in due fasi distinte del sonno, una delle quali assomiglia al sonno con movimenti oculari rapidi (REM) negli esseri umani, una fase comunemente associata ai sogni.

Pubblicato il 26 ottobre sui Proceedings of the National Academy of Sciences, lo studio ha utilizzato telecamere a infrarossi per registrare continuamente i ragni durante la notte. Durante le ore diurne, gli animali rimanevano vigili anche quando erano fermi, girandosi, osservando l’ambiente circostante e modificando la postura in risposta agli stimoli visivi.

Con l’avvicinarsi della sera, i ragni cercavano luoghi in cui riposare, di solito restando appesi a testa in giù a piattaforme di seta dopo essersi puliti. Poi, nel corso della notte, si afflosciavano gradualmente, entrando in una fase che i ricercatori hanno chiamato quiescenza. Questa fase era interrotta da brevi episodi caratterizzati da contrazioni del corpo, zampe ripiegate e rapidi movimenti oculari, che il team ha identificato come segnali di sonno simile al REM.

I ricercatori hanno inoltre verificato la rapidità con cui i ragni reagivano a un suono forte in diversi momenti del loro ciclo quotidiano. I ragni svegli reagivano in media in 1,69 secondi. Le loro risposte rallentavano a circa 2,71 secondi durante la quiescenza e a 4,27 secondi durante la fase simile al REM, sostenendo l’interpretazione secondo cui gli animali stessero dormendo anziché essere semplicemente inattivi.

I risultati si basano su osservazioni effettuate dalla coautrice dello studio Daniela Rössler nel 2020. Mentre teneva ragni saltatori locali in contenitori trasparenti, aveva notato che rimanevano appesi immobili a fili di seta. Un articolo del 2022 aveva suggerito che Evarcha arcuata mostrasse uno stato simile al sonno REM, ma i ricercatori non avevano ancora stabilito che i ragni stessero dormendo.

Gli autori affermano che il sonno strutturato nei ragni potrebbe aiutare gli scienziati a studiare come il sonno si sia evoluto negli animali. I ragni e i vertebrati, inclusi i mammiferi, appartengono a linee evolutive che si sono differenziate circa 500 milioni di anni fa. La presenza di una fase simile al REM in animali dotati di cervelli molto diversi potrebbe indicare che alcune caratteristiche fondamentali del sonno siano antiche e ampiamente diffuse.

Lo studio non dimostra se i ragni sognino. Gli scienziati hanno conoscenze limitate persino sul rapporto tra sonno REM e sogni negli esseri umani, il che rende la questione particolarmente difficile da risolvere nei ragni. I ricercatori intendono confrontare il sonno in diverse specie di ragni ed esaminare in che modo le condizioni di laboratorio, la luce artificiale e il disturbo dell’habitat influenzino il sonno dei ragni in natura.

Fonti: Smithsonian Magazine.