I ricercatori che studiano Lanmaoa asiatica hanno scoperto che il fungo è associato a un’allucinazione caratteristica: vedere minuscole persone muoversi nell’ambiente circostante. Le testimonianze su questo effetto provengono dalla Cina sud-occidentale e dalle Filippine, dove da secoli si sa che mangiare il fungo crudo o cotto solo in parte può provocare queste visioni.
Uno studio condotto da ricercatori dell’Università dello Utah ha esaminato campioni di funghi provenienti dallo Yunnan, in Cina, e dalle Filippine. L’analisi del DNA ha mostrato che i funghi chiamati con nomi diversi nelle due regioni appartengono alla stessa specie. I ricercatori hanno inoltre scoperto che non contengono psilocibina né acido ibotenico, due composti associati alle allucinazioni.
Le visioni somigliano a un fenomeno noto come allucinazione lillipuziana, in cui le persone vedono figure umane insolitamente piccole su uno sfondo realistico. Lo psichiatra francese Raoul Leroy coniò il termine nel 1909, ispirandosi agli abitanti in miniatura dei Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. Esperienze simili sono state segnalate in relazione a condizioni quali l’astinenza da alcol, la demenza, la schizofrenia, la sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie e la degenerazione maculare.
Gli effetti del fungo sollevano interrogativi sul motivo per cui le persone che vivono questo tipo di allucinazione riferiscono di vedere figure tanto simili. L’articolo osserva che le esperienze psichedeliche legate a sostanze come la psilocibina possono variare in base allo stato d’animo, alla cultura e alle esperienze personali, mentre le allucinazioni lillipuziane presentano caratteristiche relativamente costanti.
Questo fenomeno si collega anche alle ricerche neuroscientifiche secondo cui la percezione non è una semplice lettura diretta delle informazioni sensoriali. Il cervello utilizza i segnali in entrata per formulare previsioni sul mondo e, quando necessario, le corregge. Il neuroscienziato Anil Seth descrive la percezione come un’«allucinazione controllata»: un’esperienza costruita, di norma strettamente ancorata agli input sensoriali.
Lanmaoa asiatica non significa che le persone condividano una stessa visione nello stesso momento. Piuttosto, persone non legate tra loro, in luoghi e periodi diversi, hanno riferito esperienze simili. L’articolo presenta questo schema ricorrente come un motivo per esaminare il modo in cui memoria, aspettative e percezione plasmano ciò che le persone vivono come reale; non chiarisce perché il fungo provochi le visioni.
Fonti: Psychology Today.