Una boa gialla al largo di Saint-Jean-de-Luz segnala l’attività subacquea di Egiategia, una cantina di Ciboure che dal 2012 fermenta il vino sul fondale marino. Le sue vasche sono ancorate a circa 15 metri sotto la superficie, dove il moto delle onde mantiene il vino in fermentazione costantemente in movimento.
Egiategia riempie i suoi contenitori appositamente progettati con mosto d’uva proveniente da vigneti locali, poi li trasporta in barca fino al sito. I sommozzatori fissano le vasche agli ancoraggi del “Winereef” della cantina, dove rimangono da sei mesi a un anno.
Mentre il lievito trasforma lo zucchero in alcol, produce anche anidride carbonica, rendendo i grandi contenitori leggermente galleggianti. Ancorati sul fondale, si muovono con la corrente. I pori microscopici del materiale delle vasche consentono all’anidride carbonica in eccesso di fuoriuscire, impedendo al contempo all’acqua di mare di entrare e mantenendo un ambiente con poco ossigeno.
Il resto della vinificazione avviene sulla terraferma. La sala degustazione e la cantina di Egiategia si trovano in un edificio del XVII secolo, originariamente adibito alla produzione del cemento per un molo vicino. Qui la cantina fermenta alcuni vini anche con metodi tradizionali, così da poter produrre assemblaggi che combinano la fermentazione subacquea con quella sulla terraferma, oltre a vini fermentati interamente sott’acqua.
I visitatori possono prenotare visite alla cantina che includono degustazioni e, a scelta, una breve introduzione al processo oppure una spiegazione più dettagliata. Si consiglia di prenotare in anticipo, soprattutto per le visite che richiedono una spiegazione in una lingua diversa dal francese.
Fonti: Atlas Obscura.
