Una persona sceglierebbe 20 dollari oggi o 50 il mese prossimo? Uno studio suggerisce che la struttura cerebrale contiene alcune informazioni su come le persone compiono questi compromessi, sebbene non possa determinare come si comporterà un singolo individuo.
I ricercatori hanno analizzato scansioni cerebrali e valutazioni del processo decisionale di 146 adulti in età universitaria, la cui età media era di circa 22,6 anni. Hanno utilizzato modelli di apprendimento automatico per stimare lo sconto del ritardo dei partecipanti: la misura in cui una persona attribuisce meno valore a una ricompensa quanto più a lungo deve aspettare per ottenerla. La preferenza per una ricompensa più piccola e immediata rispetto a una più grande ma ritardata viene comunemente usata come misura comportamentale del processo decisionale impulsivo.
Pubblicato su JAMA Psychiatry, lo studio ha rilevato che i modelli basati sui volumi di alcune regioni cerebrali selezionate potevano prevedere con moderata accuratezza i punteggi dei partecipanti relativi allo sconto del ritardo. Il modello della sostanza bianca spiegava in media il 22% della variazione nei punteggi, mentre quello della sostanza grigia ne spiegava il 19% nelle diverse prove. I ricercatori hanno affermato che ciò indica come la struttura cerebrale contenga informazioni pertinenti, ma spieghi solo una parte delle differenze tra le persone.
Due regioni dell’emisfero destro figuravano in entrambi i modelli: l’area accumbens, coinvolta nell’elaborazione della ricompensa e nella motivazione, e il polo frontale, associato alla pianificazione e alla valutazione delle conseguenze a lungo termine. Tra le altre regioni selezionate vi erano aree coinvolte nell’elaborazione sensoriale e visiva, oltre a regioni frontali legate all’autocontrollo.
Il modello della sostanza bianca ha ottenuto risultati leggermente migliori rispetto a quello della sostanza grigia. I ricercatori hanno affermato che questo indica la potenziale importanza di considerare entrambi i tipi di tessuto cerebrale nello studio del processo decisionale. Tuttavia, le loro misurazioni della sostanza bianca riguardavano il volume del tessuto nelle diverse regioni, non le condizioni microscopiche o l’organizzazione delle fibre nervose.
Gli autori descrivono il lavoro come una prima dimostrazione di fattibilità. I modelli sono stati testati su porzioni del medesimo insieme di dati tenute da parte, ma non su un gruppo indipendente. Lo studio ha inoltre coinvolto un campione relativamente piccolo di giovani adulti, e ciascun gruppo di test comprendeva circa 29 partecipanti. I ricercatori hanno avvertito che i risultati potrebbero cambiare quando i modelli verranno testati su popolazioni più numerose e diversificate.
Poiché lo studio ha misurato l’anatomia cerebrale e il processo decisionale in un unico momento, non può dimostrare se le differenze strutturali influenzino le scelte delle persone o se il comportamento e le esperienze di vita plasmino la struttura cerebrale. I risultati, inoltre, non significano che una scansione possa determinare come agirà qualcuno: lo sconto del ritardo può variare a seconda delle circostanze e può cambiare con l’apprendimento o attraverso un intervento.
I ricercatori affermano che i lavori futuri dovrebbero testare i modelli su gruppi indipendenti più numerosi e combinare le scansioni strutturali con altri metodi di imaging. Sperano inoltre di studiare popolazioni cliniche, comprese persone con disturbi da uso di sostanze, disturbi alimentari e ADHD, sottolineando che qualsiasi applicazione clinica richiederebbe ulteriori verifiche.
Fonti: PsyPost.
