I sapori amari, come quello del caffè nero, possono diventare più gradevoli grazie a un processo di apprendimento che associa il gusto ai benefici nutrizionali che seguono. Uno studio pubblicato su Nature individua una via dopaminergica che trasmette informazioni dall’apparato digerente al cervello nell’arco di diversi minuti, aiutando gli animali ad associare i sapori alle calorie.

I ricercatori, guidati da scienziati dell’Università della California, San Francisco, hanno studiato in che modo i nutrienti influenzano l’attività dopaminergica dopo che il cibo raggiunge l’intestino. Nei topi, lo zucchero e i grassi introdotti direttamente nello stomaco hanno provocato un aumento prolungato della dopamina in una piccola regione dell’amigdala basolaterale anteriore (BLA). Il segnale si sviluppava più lentamente rispetto alle risposte dopaminergiche a stimoli sensoriali immediati, come vedere o assaggiare il cibo.

Il team ha verificato il ruolo della via nell’apprendimento dei sapori. Quando la segnalazione dopaminergica nella BLA veniva interrotta, i topi riuscivano comunque a mangiare normalmente, ma non imparavano ad associare un nuovo sapore al suo valore nutrizionale. Al contrario, stimolare le terminazioni dopaminergiche nella regione mentre veniva presentato un sapore privo di calorie induceva i topi a sviluppare una preferenza per quel sapore.

I ricercatori hanno inoltre scoperto che nei topi la risposta innescata dai nutrienti era più forte nella BLA sinistra rispetto a quella destra. Anche le analisi dei dati PET umani e delle scansioni fMRI di 38 adulti hanno indicato una maggiore attività sul lato sinistro dopo che i nutrienti erano entrati nell’apparato digerente.

Lo studio individua un meccanismo neurale che permette di apprendere il contenuto nutrizionale degli alimenti, ma non ha esaminato i farmaci GLP-1. I ricercatori hanno suggerito che studi futuri potrebbero indagare se questi farmaci influenzino il segnale dopaminergico innescato dall’intestino e, di conseguenza, le preferenze alimentari.

Fonti: Neuroscience News.