La storia biblica di Giona è diventata una metafora duratura del rifiuto della propria vera vocazione. Nel racconto, Giona sfida Dio, viene gettato in mare durante una tempesta e trascorre tre giorni dentro un grande pesce prima di essere riportato sulla terraferma e riprendere la sua missione. In seguito, lo psicologo Abraham Maslow usò la storia come base per il termine “complesso di Giona”, descrivendo l’incapacità di perseguire il proprio potenziale e il doloroso processo per ritrovare la strada del ritorno.
Il film “Whalefall” adatta questa idea attraverso il rapporto conflittuale tra un figlio e suo padre. Il giovane sta elaborando il lutto per un padre morto suicida dopo aver sofferto di cancro ai polmoni. Il loro rapporto era stato difficile: il padre, burbero responsabile di escursioni subacquee, criticava ripetutamente il figlio perché gli mancava la durezza e perché non condivideva il suo amore per il mare. Nessuno dei due riusciva a comprendere l’altro, lasciando il figlio con la sensazione di essere inadeguato e il padre incapace di affrontare il proprio dolore.
Nel tentativo di recuperare i resti del padre, il ragazzo intraprende una missione subacquea in solitaria e viene inghiottito da un capodoglio. Il film presenta l’evento straordinario in modo realistico, mentre l’interno della balena diventa un ambiente da incubo e claustrofobico, pieno di aria velenosa e ferite sempre più gravi.
Dentro la balena, i flashback rivelano i fallimenti della famiglia e il desiderio del figlio di avere un legame più forte con suo padre. La creatura assume gradualmente il ruolo paterno e, attraverso la loro conversazione, il ragazzo arriva a comprendere che suo padre lo amava, nonostante fosse incapace di esprimere quell’amore quando era in vita.
Il padre-balena alla fine offre al ragazzo le conoscenze e gli strumenti necessari per fuggire. Come Giona, viene espulso dalla creatura e raggiunge la luce del giorno cambiato dall’esperienza. Il figlio riesce ad assumersi la responsabilità della propria vita, permettendo finalmente a se stesso di elaborare correttamente il lutto per suo padre.
“Whalefall” presenta quindi una redenzione metaforica per un padre che non era riuscito a offrirla in vita. Sebbene la storia sia filmata come una realistica prova di sopravvivenza, la sua struttura sottostante è mitica e usa il complesso di Giona per esaminare l’alienazione emotiva, la paternità e il difficile cammino verso la riconciliazione.
Fonti: Psychology Today.