Il documentario Mom, I Have Something to Tell You esamina i rapporti tra gli uomini gay e le loro madri attraverso interviste alle famiglie. La produttrice e regista afferma che il film è nato da anni di attività clinica e da conversazioni che hanno rivelato quanto questi rapporti potessero essere significativi, nonostante avessero ricevuto poca attenzione nella letteratura da lei consultata.
La regista racconta che molti uomini gay incontrati da lei descrivevano infanzie difficili, segnate da discriminazione, bullismo, trascuratezza o abusi. Nei loro racconti, una madre solidale, che li aveva sostenuti e difesi, li aveva aiutati a trovare la propria voce e a sentirsi accettati. Il film offre inoltre ai figli l’opportunità di dire direttamente alle madri quanto quel sostegno abbia significato per loro.
Il documentario ha debuttato su YouTube e ha ricevuto più di 35.000 visualizzazioni, secondo la sua creatrice. Afferma che le reazioni del pubblico hanno incluso risate, lacrime e racconti personali e che gli spettatori hanno messo in relazione le esperienze familiari mostrate sullo schermo con i propri rapporti.
Uno spettatore, identificato come David, non aveva parlato con sua madre del fatto di essere gay, pur credendo che lei potesse averlo sospettato. Dopo aver visto il film, ha trovato il coraggio di parlare per la prima volta con lei della propria identità, dopo 20 anni, racconta la regista.
Il progetto è nato dalle interviste che la creatrice ha realizzato con uomini gay e le loro madri, iniziate dopo che il suo lavoro clinico l’aveva spinta ad approfondire l’argomento. In seguito ha fondato l’organizzazione non profit Gay Sons & Mothers e avviato una serie di video, Mothers Who Inspire, con madri che parlano delle difficoltà e delle gioie di crescere figli gay.
Tra le persone presenti nella serie c’è Judy Shepard, che ha fondato la Matthew Shepard Foundation in memoria di suo figlio. La regista ha inoltre presentato questi contenuti a comunità mediche, eventi rivolti ai giovani, luoghi di lavoro e organizzazioni professionali, adattando il formato ai diversi pubblici.
Il tema centrale del film è il valore delle madri che accettano i propri figli e li difendono, talvolta anche di fronte all’opposizione della famiglia, della comunità o del contesto culturale. La creatrice afferma che condividere queste storie può dare riconoscimento a tale sostegno e aiutare gli altri a riflettere sui rapporti che hanno plasmato la loro vita.
Fonti: Psychology Today.