A settembre, OpenAI ha annunciato che la sua tecnologia di intelligenza artificiale ha risolto il problema di Navier-Stokes in meno di una settimana, risolvendo un enigma matematico che aveva sfidato i migliori esperti umani per decenni. Questo risultato, seguito da un'onda di ulteriori scoperte, ha sconvolto la comunità matematica e ha suscitato discussioni sul futuro della ricerca accademica. Tuttavia, le implicazioni di queste avanzate capacità dell'IA si estendono ben oltre la matematica teorica, entrando nel settore critico della cybersecurity.
Silicon Valley sta ora sviluppando sistemi di IA progettati per eliminare difetti pericolosi, noti come bug, nei software informatici. La logica sottostante rispecchia l'approccio utilizzato per le dimostrazioni matematiche: proprio come un'IA può verificare un teorema complesso, teoricamente può dimostrare che un'applicazione software è priva di errori. Questa iniziativa, definita "verifica del software" dagli scienziati, è diventata vitale mentre Internet affronta la sua minaccia più significativa per la cybersecurity in decenni. Con i principali sistemi di IA ora in grado di hackerare il software identificando e sfruttando le vulnerabilità a velocità senza precedenti, c'è un urgente bisogno di una nuova generazione di IA dedicata all'eliminazione di questi difetti.
Tra le aziende che stanno pionierizzando questa tecnologia vi è &Truth, una start-up con sede a Palo Alto. Insieme ad altre aziende di Silicon Valley come Axiom e Logical Intelligence, nonché ai principali laboratori di IA tra cui Anthropic e OpenAI, &Truth mira a verificare il software globale utilizzando Lean, un linguaggio di programmazione specializzato. Questo stesso strumento ha permesso all'IA di risolvere problemi matematici da milioni di dollari. Clark Barrett, professore presso l'Università di Stanford e co-fondatore di &Truth, ha notato che i progressi in matematica hanno reso possibili compiti precedentemente impossibili. Ha sottolineato che i metodi formali utilizzati per dimostrare enormi congetture aperte possono ora essere applicati direttamente alla verifica dell'integrità del software.
Fonti: The New York Times Science.