I manga, la forma giapponese di fumetto e graphic novel generalmente realizzata da un singolo artista noto come mangaka, sono diventati sempre più popolari negli Stati Uniti. Tradizionalmente stampati in bianco e nero e letti da destra verso sinistra, sono ora al centro di “Art of Manga”, una grande mostra al Brooklyn Museum di New York.
La mostra esplora lo sviluppo dei manga, le voci distintive dei loro creatori e l’impatto interculturale della forma. Comprende oltre 600 illustrazioni originali distribuite in 10 sale, offrendo ai visitatori un’opportunità insolita di vedere le opere e i processi di lavoro alla base dei manga giapponesi.
La mostra si apre con un’introduzione alla struttura e alla storia dei manga, mettendo in evidenza Fujio Akatsuka, noto come il “Re dei gag manga”, e Tetsuya Chiba, le cui storie affrontavano temi tra cui la guerra, la pace, l’insicurezza economica, lo sport e le divisioni sociali. La sezione principale si concentra su otto mangaka di rilievo del XX e XXI secolo: quattro uomini e quattro donne che rappresentano stili, tradizioni ed editori diversi.
Molti dei disegni esposti non erano stati originariamente concepiti per essere mostrati al pubblico. Diverse opere hanno lasciato il Giappone per la prima volta, tra cui un autoritratto a matita incompiuto di Jiro Taniguchi e un’illustrazione che raffigura la scena finale di “Ashita no Joe” di Chiba. La sala centrale della mostra presenta inoltre 12 dipinti a grandezza naturale di Hirohiko Araki, creatore di “Le bizzarre avventure di JoJo”, serializzato da quasi 40 anni.
La mostra era stata precedentemente inaugurata al de Young Museum di San Francisco ed è stata ampliata per la sua presentazione a Brooklyn. I curatori affermano che l’attenzione rivolta alle opere originali consente ai visitatori di esaminare le capacità di disegno e i metodi creativi degli artisti, riconoscendo al contempo i manga come una delle principali forme di narrazione visiva in Giappone e, sempre più, in tutto il mondo.
“Art of Manga” sarà visitabile al Brooklyn Museum fino al 31 gennaio 2027.
Fonti: Smithsonian Magazine.