Uno studio longitudinale suggerisce che, per alcune persone con sintomi premestruali, l’uso di cannabis può variare nel corso del ciclo mestruale. Tra le partecipanti che usavano infiorescenze di cannabis essiccate, la quantità consumata tendeva a raggiungere un picco nei giorni precedenti le mestruazioni e ad aumentare di nuovo intorno all’ovulazione, sebbene i modelli variassero da persona a persona.
La ricerca, pubblicata su Addictive Behaviors, ha seguito 64 partecipanti con cicli spontanei, di età compresa tra 18 e 42 anni, con un disturbo premestruale diagnosticato o sospetto. Le partecipanti hanno compilato questionari quotidiani per due o tre cicli, registrando l’uso di cannabis, le quantità consumate e i sintomi emotivi. L’ovulazione è stata monitorata con test delle urine che rilevano il picco dell’ormone luteinizzante, insieme alle date delle mestruazioni indicate dalle partecipanti.
Vent cinque partecipanti hanno riferito di aver usato cannabis durante il periodo di monitoraggio. Nel complesso, la probabilità di usare cannabis in un determinato giorno non ha mostrato un andamento legato al ciclo statisticamente significativo. Tuttavia, la quantità di infiorescenze essiccate consumata nei giorni in cui veniva usata variava: l’aumento più evidente si verificava prima delle mestruazioni, con un ulteriore incremento intorno all’ovulazione nell’analisi basata sull’inizio delle mestruazioni.
Il risultato relativo all’ovulazione era meno conclusivo. Quando i ricercatori hanno allineato i dati all’ovulazione, l’aumento a livello di gruppo non era statisticamente significativo e i modelli individuali differivano. Lo studio non ha rilevato alcun andamento ciclico significativo a livello di gruppo nella quantità di THC assunta tramite prodotti commestibili o oli.
Anche i sintomi emotivi quotidiani erano associati a variazioni nel consumo di infiorescenze essiccate. Le partecipanti tendevano a usarne di più prima delle mestruazioni nei giorni in cui provavano una sensibilità emotiva o al rifiuto superiore al solito, oppure maggiori conflitti interpersonali. I ricercatori non sono riusciti a determinare se i sintomi spingessero a usare cannabis o se fosse la cannabis a influire sui successivi resoconti dei sintomi.
La prima autrice, Gianna Zorzini, ha affermato che i risultati indicano notevoli differenze individuali, piuttosto che un unico modello valido per tutte. Gli autori suggeriscono che l’uso premestruale potrebbe essere legato ai tentativi di gestire i sintomi emotivi, mentre l’aumento intorno all’ovulazione potrebbe essere coerente con l’ipotesi che i cambiamenti ormonali influenzino la sensibilità alle esperienze gratificanti. Queste possibili spiegazioni non sono state verificate direttamente.
Lo studio era osservazionale e comprendeva un numero limitato di persone che usavano cannabis, tutte convinte di avere un disturbo premestruale. Inoltre, non ha valutato perché le partecipanti usassero cannabis, come la assumessero o quali fossero le concentrazioni di THC e CBD dei prodotti. Gli autori affermano che sono necessari studi più ampi e con partecipanti più eterogenei per stabilire se questi modelli siano replicabili e cosa possa spiegare le differenze individuali.
Fonti: PsyPost.