L’alienazione genitoriale può emergere quando un co-genitore indebolisce deliberatamente il rapporto del figlio con l’altro genitore. Il modello può iniziare con un adulto emotivamente immaturo, concentrato sulla protezione della propria immagine, sull’evitare le colpe o sulla competizione con un co-genitore che ha un legame stretto ed emotivamente disponibile con i figli.

L’articolo utilizza uno scenario immaginario su una barca per illustrare come possa funzionare questa manipolazione. Un genitore si presenta come incapace di sopravvivere senza l’aiuto del figlio, inducendo il figlio ad abbandonare la propria sicurezza per proteggere quel genitore. Una volta che il pericolo sembra essere passato, il genitore rafforza l’idea che il figlio sia stato la sua ancora di salvezza essenziale.

Questa dinamica può imporre al figlio un peso emotivo inappropriato. Invece di essere libero di concentrarsi sui propri bisogni, il figlio può diventare preoccupato del benessere emotivo del genitore. Rifiutare l’altro genitore può ridurre temporaneamente quell’ansia, soprattutto quando il comportamento viene ricompensato con attenzione o approvazione. Il figlio può inoltre essere esposto a informazioni e accuse di carattere adulto riguardanti l’altro genitore.

La situazione può diventare più difficile quando il genitore preso di mira cerca di svelare direttamente la manipolazione. Se il figlio ha accettato la versione dei fatti dell’altro genitore, tali tentativi possono essere interpretati come un attacco e rafforzare l’immagine del genitore preso di mira come una persona prepotente. Le controversie legali e le accuse reciproche possono continuare senza risolvere il danno sottostante al rapporto.

L’approccio raccomandato consiste nel concentrarsi sulla ricostruzione del legame con il figlio, lasciando che i rappresentanti legali affrontino le questioni attraverso i canali appropriati. L’articolo sottolinea la disponibilità emotiva, l’empatia, la flessibilità e limiti calmi e coerenti come importanti punti di forza nella genitorialità.

Consiglia inoltre di creare opportunità sicure per ricordare ricordi significativi dei primi anni del figlio. Condividere storie che dimostrino un’attenzione e una cura costanti nel tempo può ricordare al figlio la presenza duratura del genitore senza criticare direttamente il co-genitore. L’accento è posto sull’offrire sicurezza emotiva, evitare l’autocelebrazione e mantenere la pazienza, invece di cercare di costringere il figlio a riconoscere la manipolazione.

Fonti: Psychology Today.